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Archive for the ‘Rogações’ Category

 

Il carattere gioioso del tempo pasquale viene interrotto dalle processioni penitenziali delle Litanie maggiori e minori; le Litanie maggiori si celebrano sempre il 25 aprile, le Litanie minori i tre giorni che precedono l’Ascensione (1). Il rito di queste Litanie è il medesimo. Le maggiori ebbero origine in Roma, le minori in Gallia; entrambe, poi, furono accettate nella liturgia universale romana e sono oggi in uso.

1°. Litanie maggiori.
a. Origine. ― 1) L’ultimo rimaneggiamento delle Litanie, senza dubbio entrate nell’uso già da tempo, si deve a S. Gregorio Magno († 604). Esiste ancora la cartula invitationis del Santo Pontefice letta nella basilica di S. Maria nell’anno 592: «La solennità di questa festa annuale ci ricorda, figli carissimi, che dobbiamo celebrare con animo attento e devoto, invocando l’aiuto di Dio, la litania che da tutti è chiamata maggiore, per mezzo della quale, supplicando la sua misericordia, possiamo almeno in parte essere purificati dai nostri eccessi. Occorre infatti considerare, dilettissimi, quante continue calamità ci affliggono a causa delle nostre colpe e offese e vedere in che modo possiamo essere soccorsi dalla medicina della pietà celeste» (Registr. App., ep. 3: PL 77, 1329). Tra le calamità qui ricordate bisogna annoverare l’alluvione del 589, seguita dalla pestilenza nella quale, insieme a molti altri, morì anche Papa Pelagio II nel 590. ― 2) La data del 25 aprile fu scelta perché in questo giorno si svolgeva un’antichissima processione pagana («ambarvalia») lungo la Via Flaminia, fino alla quinta pietra miliare presso il Ponte Milvio: lì si trovava un boschetto sacro, dove il sacerdote di Quirino sacrificava un cane e una pecora al dio Robigo per ottenere la protezione delle messi dal carbonchio. ― 3) Ideatore della processione cristiana sembra essere stato, alla metà del IV secolo, Papa Liberio, come riferisce (Rat. div. off., c. 123) Giovanni Beleth († 1182): il che è possibile, ma non certo. In ogni caso, nel sec. IV la processione pagana godeva ancora di un certo favore popolare, quindi la Chiesa romana volle sostituirla con un rito che fosse gradito al vero Dio. In effetti la processione cristiana seguiva lo stesso percorso di quella pagana.
b. L’itinerario della processione si trova accuratamente descritto nel Sacramentario Gregoriano (Lietzmann, p. 64): il corteo usciva dalla chiesa di S. Lorenzo in Lucina, percorreva la Via Lata, usciva dalla città attraverso la Porta Flaminia, celebrava la stazione alla basilica di S. Valentino e al Ponte Milvio, tornando in città faceva sosta presso qualche Croce e di lì procedeva fino all’atrio della basilica di S. Pietro, nella quale veniva infine celebrata la Messa.
c. Il rito della processione è descritto nell’Ordo Romanus XXI (Andrieu, III, 247-249). Nella basilica si into-nava e si cantava l’antifona all’introito, poi il Pontefice, stando di fronte all’altare e rivolto al popolo, diceva: «Dominus vobiscum» e il diacono «Flectamus genua»; quindi, dopo una breve pausa, aggiungeva: «Levate» e il Pontefice diceva l’orazione. «Nel frattempo tutti escono dalla chiesa. Precedono i poveri dell’ospizio, con la croce di legno dipinto, recitando prima Kyrie eleison, poi Christe eleison, quindi Christe audi nos, poi Sancta Maria ora pro nobis e le altre invocazioni. Dopo di loro escono le sette croci stazionali portate dai crociferi, con tre ceri accesi su ciascuna di esse. Seguono poi i vescovi, i sacerdoti, i suddiaconi, infine il Pontefice con i diaconi, preceduto da due croci portate dai suddiaconi e dall’incenso portato dai mansionari della chiesa; dopo il Pontefice viene la schola che esegue i canti» (n. 10, p. 248). In tutte le stazioni si dicevano antifone ed orazioni, mentre la Messa veniva offerta nella chiesa di arrivo.
2°. Litanie minori o Rogazioni. (mais…)
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